La Protesi di Anca a "Risparmio di Collo" Modulare e Navigata

La Protesi di Anca a

 

In questi ultimi decenni  l’interesse alla chirurgia protesica dell’anca ha registrato, parallelamente all’aumento dell’età media, un aumento spropositato. Tuttavia l’estensione delle indicazioni a pazienti anche relativamente giovani e notevolmente più attivi ha spinto i chirurghi ortopedici alla ricerca di impianti più conservativi e più compatibili con una vita attiva. Recentemente infatti sono stati proposti steli protesici femorali di dimensioni notevolmente ridotte (steli a “risparmio di collo”)  nel tentativo di permettere una maggiore conservazione del “bone stock femorale”  permettendo una ricostruzione più anatomica dell’anca. Inoltre in combinazione con tecniche mininvasive questi impianti consentono la conservazione di muscoli evitando altresì complicazioni associate ad altri impianti “conservativi” falliti in passato come gli impianti di rivestimento.

Ancora più recentemente questi steli a dimensioni ridotte sono stati resi disponibili anche con colli modulari ed impiantabili con l’ausilio della navigazione per meglio sfruttarne le potenzialità. Infatti tramite la navigazione è possibile verificare intra-operatoriamente la  lunghezza degli arti, il ripristino del centro di rotazione e l’articolarità della nostra anca. Cio poiché eventuali dismetrie, frutto dei nostri impianti, sono state dimostrate essere un’entità clinica che contribuisce molto all’insoddisfazione del paziente. Segnalando anche come studi in letteratura abbiano anche dimostrato un contemporaneo miglioramento nella accuratezza del posizionamento della coppa acetabolare grazie all’utilizzo della navigazione rispetto ai tradizionali metodi di allineamento a mano libera .

Abbiamo condotto uno studio confrontando 2 serie separate di questi impianti, una impiantata con metodica tradizionale a mano libera ed una utilizzando la navigazione. Criteri rigorosi tra cui la diagnosi , l'età e il sesso , indice di massa corporea e dismetria pre-operatoria  sono stati utilizzati per ottenere 2 gruppi omogenei. Ad un follow-up minimo di 1aa dall'intervento chirurgico i nostri risultati hanno dimostrato che la navigazione aveva  consentito di ottenere risultati statisticamente migliori sia nella correzione della dismetria pre-operatoria sia nel ripristinare l'off-set dell’anca. Non abbiamo altresì registrato una differenza significativa dal punto di vista dell’outcome clinico tra i due gruppi con nessun caso di lussazione traumatica post-operatoria in entrambi i gruppi. Riteniamo che, nelle corrette indicazioni, ossia in pazienti giovani o relativamente giovani con buon bone stock e senza macroscopiche alterazioni morfologiche del collo femorale,  gli  steli femorali  “a risparmio di collo”  possano realmente rappresentare una chirurgia meno invasiva nell’ambito della chirurgia protesica dell’ anca e dove la navigazione può offrire un valore aggiunto nel controllare il posizionamento del nostro impianto, il controllo della dismetria ed il ripristino di un normale centro di rotazione.

Dr Alfonso Manzotti, UO Ortopedia e Traumatologia,  AO-Polo Universitario Ospedale L. Sacco | Via GB Grassi 74, Milano | tel.0239043104
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